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Pasolini
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[…] PPP. una polemica inversa vuole contrapporre e abbinare la poesia di Pasolini con l’iconografia dell’arte contemporanea appartenente ad artisti operanti dagli anni Sessanta ad oggi. Il risultato è un cortocircuito verbale e visivo che sviluppa una comunicazione nella direzione del sociale, rivolgendosi a un pubblico che ha occhi per vedere e orecchie per ascoltare. In tal modo la polemica in versi di Pasolini apre un dialogo con l’universo dell’immagine da lui tanto privilegiato, per studi e diretta produzione. Così si crea un campo etico del vedere, uno spazio della contemplazione collettiva che sviluppa conoscenza e nuovi processi di coscienza nei confronti della realtà civile. In un’epoca come la nostra, in un momento così difficile del nostro vivere in cui la politica si è fatta espropriare dall’economia e l’economia dalla finanza, la comunione tra il verbo poetico di Pasolini e il deposito iconografico degli artisti può indicare la speranza e il sospetto di un futuro migliore” (Achille Bonito Oliva in Catalogo della mostra PPP. Una polemica inversa, Omaggio a Pier Paolo Pasolini, Roma, 2012)

“Gulino lavora su Pasolini anche quando Pasolini apparentemente non entra in gioco, perché il pensiero di Pasolini impregna tutta la sua opera, con l’attenzione agli ultimi, ai derelitti, agli emarginati che sono per entrambi il punto di osservazione rivelatore dell’intera umanità. Delle sue fragilità, delle sue debolezze, delle sue solitudini, delle sue contraddizioni, delle sue paure. Tutti come Cristo, tutti in cerca di un Padre che non abbandoni sulla Croce. Anche Gulino artista eclettico – pittore, poeta, film maker – anche Gulino anticipatorio, anche Gulino un eretico nel mondo dell’arte. Refrattario ai vernissage, alle mode, alle leggi del mercato, ai birignao intellettualistici, lui che ha il dono e la condanna dell’arte come necessità assoluta,
attraversato dall’energia che lo fa dipingere febbrilmente, giorno e notte, nella sua casa‐studio a Sciacca dove sono accatastate centinaia di opere dipinte su tele, tavole, vecchie porte, finestre, cartoni, manifesti pubblicitari, in uno straripante bisogno espressivo…” (Laura Anello in Catalogo Mostra Pasolini Clandestinus, Palermo, 2022).